Dimora Del Prete Belmonte

Luogo

Via Cristo 49
Venafro
IS
86079
Molise

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La Dimora delPrete di Belmonte sorge nel centro storico della città di Venafro, il palazzo, che si allinea a uno dei cardi dell’antica città romana, costruito in epoca precedente, fu ristrutturato in stile neoclassico intorno al 1860.

Il palazzo, nella forma che ci appare oggi, sebbene risulti costruito nel 1860, alla vigilia dell’Unità d’Italia, vede il suo fronte principale allineato con uno dei cardi della città romana, sicché la sua facciata ripete il limite di un’insula dell’antica Venafrum.

Il prospetto principale si sviluppa su tre piani. Tra quattro finestre quadrate si apre il portale che, inserito tra due lesene, presenta un arco a tutto sesto con concio di chiave a volute.

Al piano superiore, in corrispondenza delle sottostanti aperture, si aprono cinque balconi con cornice superiore in forma di timpano triangolare e sporti sostenuti da mensole in pietra, escluso quello centrale che è retto da mensole poggianti sulle lesene del portale.

Lo stemma di famiglia sul balcone principale è in stucco ed è costituito da uno scudo con leoni rampanti contrapposti ad un sole raggiato sormontato da una mitra vescovile e due stelle. Al disopra una corona marchesale ed ai lati due cornucopie.

Il carattere neoclassico dell’edificio si ripete anche sulla facciata secondaria sulla piazzetta di Cristo.

Contrariamente ad altri palazzi di Venafro il piccolo giardino si trova in basso rispetto al piano della corte interna, tutta lastricata in pietra di S. Nazzario. Appena superato il portale, sulla sinistra vi è la rimessa per le carrozze sulla cui volta rimane un grande stemma con varie insegne di famiglia. Sulla destra, lo scalone principale, ampio e luminoso, porta ai piani superiori con una gradonata in marmo su archi rampanti. Subito sotto la volta a padiglione sono allineati gli scudi in gesso con lo stemma di famiglia e quelli di altre famiglie imparentate con i Del Prete.

Il primo ripiano separa la parte domestica da quella più propriamente di rappresentanza. Da una parte, a destra di chi sale, è la sala da pranzo pompeiana riccamente decorata con grottesche e medaglioni in cui sono raffigurati reperti oschi e romani ritrovati nel secolo scorso e facenti parti della collezione di famiglia. Pannelli con nature morte si contrappongono sui lati lunghi, mentre l’ampio soffitto a padiglione accoglie nella parte centrale una suonatrice di piattelli che danza.

Dall’altra parte del ballatoio, a sinistra, si passa nell’anticamera del salone (“la serra”), decorato in forma di gazebo a canne di bambù e fondali immersi nella natura con diverse varietà di uccelli esotici.

Sul lato lungo della serra sono le due porte che immettono nel salone dall’ampia volta con la prospettiva di una balconata limitata da una balaustra, che si apre verso il cielo e dalla quale si affacciano putti che reggono drappi variopinti ed il monogramma di Franceschina, andata sposa al marchese Ferdinando Del Prete nella seconda metà del secolo scorso. Il ricco cornicione sottostante la balaustra è interrotto dagli stemmi di famiglia e da composizioni che simboleggiano le arti. Dell’autore delle pitture, eseguite in occasione del matrimonio, si conosce solo il cognome: Casanova. Le pareti sono rivestite in seta di S. Leucio.

L’anticamera del salone, sul lato corto, in pianta quadrata con volta a vela, è decorata con una grande aquila centrale e quattro medaglioni sui pennacchi con vedute della tenuta di Pozzilli.

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